Scrivi qualche riga su chi sei, quanti anni hai, cosa fai e dove vivi.

Sono una donna, ho 25 anni.
Sul web non ho un nome, mi presento come DonnaDelirio.
Con uno pseudonimo non è più semplice dire quello che si pensa, ma è più semplice che qualcuno pensi quello che io dico.
Dunque sono DonnaDelirio, ho 25 anni e vivo in un piccolo paese sul mar Adriatico.
Cosa faccio?
E’ sempre imbarazzante rispondere, come se quello che faccio o non faccio potesse sminuire o accrescere quello che sono.
Cosa faccio? Per ora nulla! Mi limito a fare solo la madre e la compagn(i)a.Odio definirmi moglie.La parola moglie mi fa suona come un martello sull’incudine.
Io non faccio quel rumore lì.
Io sono più un rubinetto lasciato aperto: da fastidio ma è indispensabile.
 Quali sono secondo te le principali difficoltà che si riscontrano nel decennio 20-30 anni?

I maglioncini, i pantaloni, un qualsiasi indumento ha l’etichetta che da le istruzioni sul lavaggio e la composizione del tessuto.
Questo serve a far si che il maglione non infeltrisca, i pantaloni non stingano, e le camicie non si accorcino.
A noi l’etichetta non l’hanno messa, anzi l’hanno messa sbagliata.
Siamo dei capi in seta con l’etichetta acrilico 100%.
La difficoltà sta nel saper capire e valorizzare quello che si ha tra le mani.
La difficoltà non è di chi ha 20-30anni ma è di quelli che ci guardano come se loro non li avessero mai avuti.

Quali sono invece le peculiarità positive di questo momento della vita?


L’aspetto positivo è che siamo nel mezzo del cammin di nostra vita.
La voglia di costruire, sconvolgere, cambiare, produrre è ai massimi storici.
Apro una parentesi.
Molti si stupiscono del fatto che io sia giovane per essere madre ma dal mio canto credo che non c’è niente di meglio che avere un figlio in questa fascia d’età.
I riscontri positivi sono innumerevoli:

  • riesci a correre dietro a tuo figlio,
  • fai lo scivolo con lui,
  • hai l’alibi per giocare alla XBOX
  • hai l’alibi per guardare cartoni improponibili anni ’80
  • salti sul letto matrimoniale tanto è il tuo
  • e come dice Antoine de Saint-Exupéry (autore del Piccolo Principe)
Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano)



Tu sei un “pochi di essi”, per metà siamo ancora bambini.

 

Quali sono le figure che ti influenzano e/o che ti stimolano in quello che fai, nelle decisioni che prendi?
Mio figlio ha una grande influenza su di me.
Poco più di un mese fa una mattina si è svegliato e ha raggiunto la finestra, come attratto da qualcosa.
“Mamma!” esclama e indica la neve.
E’ stata la sua prima neve, ma anche la mia.
Era più bianca di sempre,più soffice di sempre, più silenziosa di sempre.
Lui è il mio primo paio di occhiali buoni, come se fino ad ora io non avessi visto nel migliore dei modi questo mondo.

Come speri che sia la generazione futura?


Spero che sia una generazione libera che abbia ben chiaro il significato di libertà.

Hai un’immagine di te tra dieci anni?

Mio figlio avrà 11 anni e io me la godrò pensando ai miei coetanei alle prese con la prima pupù nei pannolini, il primo vomito sul vestito della festa e le prime occhiaie da notte insonne mentre sono stesa al sole delle Hawai!

Se avessi dei figli, cosa e come gli augureresti di vivere in questi anni della vita?


Auguro a mio figlio di capire che semplicità della vita si nasconde dietro la coda del Fido cane che sbatte con puntualità sulla tua gamba ad ogni tuo rientro a casa.

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